Il Boom… ma non economico

Erano gli inizi di gennaio quando il nostro Ministro Luigi Di Maio prospettava ai maggiori rappresentanti  della stampa la possibilità di un nuovo “boom economico” come negli anni 60 e, neanche un mese dopo, il nostro presidente del Consiglio Conte gli faceva eco affermando che il 2019 “sarà un anno bellissimo” (per poi rimangiarsi il tutto con un: “era una battuta…”), ma solo 2 mesi dopo le belle parole di speranza per un nuovo “miracolo italiano” ci troviamo ad affrontare uno scenario ben diverso da quello auspicato. In questi giorni, dopo settimane in cui si è parlato di crescita zero e di recessione economica, il Ministro dell’economia Tria, paventa l’ennesimo rialzo delle aliquote Iva ed accise, alla faccia di chi, nei suoi proclami elettorali, voleva ridurle “entro l’anno”. Questo è il frutto di politiche miopi, che non riescono a dare soluzione a medio e lungo termine ed è schiava dei suoi proclami sparati quotidianamente su tutti i canali di comunicazione, ognuno con il suo bell’hashtag  per raggiungere, dare input, alle proprie folle ed evidenziare il proprio senso di appartenenza. Un po’ come i capi ultras fanno con gli hooligans quando lanciano cori allo stadio o alzano striscioni. Ci troviamo forse nella prima esperienza italiana di Governo social media dipendente, schiava delle sua logiche e dei suoi algoritmi. Un mondo fatto di immediatezza, del tutto e subito, dove si è alla costante ricerca dell’attimo, del momento e della frase ad effetto che colpisca l’intera comunità. Un mondo completamente differente da quello reale, fatto di regole, di burocrazia, tempi tecnici, analisi, previsioni ecc…, ma che attualmente sembra pesi zero nella vita politica nel nostro paese se messo a confronto con quello virtuale. Troppo noioso e difficile da comprendere, con tecnicismi che possono nascondere insidie e raggiri ai danni del “popolo sovrano”. In più gestito da persone istruite e competenti che, messe a confronto con la massa cresciuta a slogan e Wikipedia, vengono percepite come appartenenti ad una “casta” di approfittatori. Ormai i politici, a tratti, sembra si atteggino e vengano percepiti dalle masse più come delle star che come uomini di governo, che cerchino di essere sempre i  “topic trend” del momento, convinti che altrimenti possano svanire nel tempo di un click e nella mentalità consumistica che permea la nostra società, una mentalità fatta di “attenzione zero” e di “cambiare giusto per il gusto di farlo”. La domanda da porsi è: dove porterà tutto ciò? Perché se le belle giornate si vedono dal mattino… non credo ci voglia un esperto per arrivare a prevedere giorni molto duri.

Share this article

Leave a comment

Questo sito utilizza i cookie per garantire una migliore esperienza. Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web; puoi controllare i cookie installati oppure revocare il consenso.
Informativa completa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi