Il Governo giallo-verde ha dato un’accelerata su uno dei temi principali in agenda: la revisione delle liberalizzazioni “Monti” sulle aperture degli esercizi commerciali. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, è determinato a voler dichiarare lo stop alle aperture domenicali entro l’anno in corso. Uno stop che poi non sarà totale: nella proposta di modifica a firma Lega saranno le Regioni, sentiti gli enti locali, a mettere a punto un calendario, ma le uniche deroghe concesse saranno le quattro domeniche di dicembre e altri 4 giorni (fra domeniche e festivi) nel corso dell’anno. Nella versione M5S, invece, spetterebbe sempre alle Regioni stabilire nuove regole prevedendo dei turni fra i negozi, che però non potranno essere aperti per più di una domenica al mese.
Ma cosa comporterebbe questo ritorno alle vecchie abitudini? È vero, la serenità delle famiglie italiane ne gioverebbe, la domenica passata in famiglia è sempre un toccasana per ricaricare le batterie e curare i rapporti con i propri cari, ma l’altra faccia della medaglia è molto preoccupante. Nel mondo ormai le aperture domenicali sono la norma e, anzi, la tendenza è quella anche di varcare le frontiere delle aperture notturne e arrivare agli h24. Il motivo di tutto ciò? Semplice, le multinazionali del commercio online.
Il commercio su queste piattaforme non dorme mai. I commercianti si devono adattare a queste condizioni per poter sopravvivere e sperare di vedere ancora gente entrare nei loro negozi. Il consumatore con il passare degli anni è diventato sempre più “comodo” e impaziente: un consumatore medio e lavoratore ha poco tempo per andare comodamente a fare shopping. La domenica, spesso, è l’unica parentesi di libertà. E se proprio quel giorno il negozio dove ha visto gli articoli da acquistare fosse chiuso cosa potrebbe fare? La soluzione è immediata: comprare tutto online. Da quando sono cadute le limitazioni sulle aperture nel 2011, la domenica è diventato il secondo giorno per fatturato, portando circa 12 milioni di persone di media a fare acquisti nei giorni festivi attraverso il commercio tradizionale (dati Federdistribuzione), aiutando molte imprese a risollevarsi dalla crisi e ad incrementare l’occupazione nel settore del commercio. Voi cosa ne pensate? Aumento di fatturato e di occupazione o rispetto della sacralità del riposo domenicale?
Buona domenica Signori Commercianti


Leave a comment